giovedì 13 ottobre 2016

La grande ammucchiata

Tutti insieme appassionatamente...

Fa specie o suscita ribrezzo, decidete voi, vedere in un' affollata assemblea, tutti insieme, D'Alema e Fini, Cirino Pomicino e Salvi e tanti altri, acerrimi nemici nella Prima repubblica. Così... era proprio una riunione della prima Repubblica. Senza alcun pudore, senza "distinguo politici".

Tutti insieme, un'armata Brancaleone motivata da un solo scopo e diretta da un unico sentimento. L'odio verso Renzi e il desiderio di azzopparlo, una volta per sempre. Per poi dividersi e iniziare la vera lotta  (sanguinosa) per il potere. 
La Riforma costituzionale è un alibi, un pretesto, una quisquilia di cui liberarsi dicendo un bel no purché tutto rimanga come prima. Nostalgia appunto da prima repubblica.

Il "no" come preludio per mettere tra parentesi trent'anni di vita italiana (da Tangentopoli a Renzi) e ricominciare dal CAF e da Craxi. Trent'anni inutili, persi, da buttare. Nostalgia della vecchia DC e del PCI come antagonisti "fratelli", come se i tempi fossero ancora quelli e  nulla sia successo sotto la volta del cielo della politica.

E tutto questo mentre in America si materializza il rischio Trump, in Europa si alzano le barriere contro l'esodo dei migranti (questo sì fenomeno epocale) e la Comunità è sfasciata quasi del tutto, il Medio Oriente è una polveriera, l'Inghilterra si chiude nel suo isolazionismo e dappertutto dominano regimi dittatoriali, fame e miseria.

Noi da cinque mesi - in Italia - non parliamo d'altro di quella piccola riformetta che è la riforma Boschi come se fosse una svolta storica fondamentale per il nostro povero paese, dilaniato dalla disoccupazione e dal debito pubblico. Roba che grida vendetta al cielo. E questo dopo che il Parlamento, nelle sue due articolazioni ha detto sì in doppia lettura! Noi siamo una repubblica parlamentare? Perché allora chiedere il parere di cittadini disinformati, preoccupati di tutt'altro e che, per un quinto lottano contro la povertà? 

La riforma non brilla sicuramente per innovazione e democraticità. In alcune parti nasce zoppa ed è sinceramente brutta: ma gridare allo scempio e all'attentato contro la democrazia è decisamente troppo. L'enfasi e l'iperbole accompagnate dall'insulto e dal disprezzo dell'avversario inquinano la vita e la relazione politica. Siamo in una bettola del Far West ottocentesco, non in una nazione civile e moderna. 

Ed è certo che, sia che vinca il sì sia che vinca il no, tutto sarà come prima perché il profeta dell'Italia contemporanea è stato il principe di Salina, il signor Gattopardo.

Amoproust 13 ottobre 2016

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