Sguaiati e razzisti
Non se ne può più di questa falsa
(farsa) politica fatta di urla, insulti e delegittimazioni reciproche. Una parte
parla, denigra, l’altra o le altre rispondono a suon di insulti e spesso di
sonore bugie. Non se ne può più in quanto tutto questo disorienta e disaffeziona
i cittadini già storditi e disillusi.
Non intendo incolpare nessuno ma l’era Renzi
- Grillo - Salvini - Brunetta sembra essere un’arena di gladiatori. Gli appelli
dei saggi (Mattarella ma anche molti politici e opinionisti che hanno mantenuto
la testa sulle spalle) rimangono inascoltati. Mi domando: che significato ha
votare per una Riforma Costituzionale in questo clima? Si tratta ormai di una
consultazione avvelenata e inquinata da fini che non le sono propri. Come se modificare una parte della Costituzione sia una cosetta da nulla. Non so
cosa augurare al nostro Paese, perché per opera dei suoi rappresentanti (politici
e intellettuali) non corra verso la rovina.
I fatti di Goro, Gorino e connessi,
il rifiuto, oggi rientrato, di una comunità di accettare di dare ospitalità (provvisoria)
a 13 migranti, donne e bambini, deve far riflettere. Si tratta di un territorio
(il delta del Po) oggi quasi spopolato, povero di strutture, tenuto in vita da
pescatori che cominciano a conoscere un minimo di benessere. Il turismo è
primitivo. E’ la paura la grande molla che ha spinto questa gente (lavoratrice,
culturalmente povera, per lo più anziana) a mettere in moto un rigetto che non
appartiene alla loro tradizione di ospitalità e solidarietà. Paura del diverso,
paura di sottrazione dei pochi posti di lavoro, paura di destabilizzazione di
una comunità ristretta, non certo urbana, da poco riscattata dalle prove delle
grandi inondazioni che hanno decretato l’abbandono e la povertà.
Qual è la
colpa delle istituzioni? Non aver previsto questa reazione incontrollata, non
aver preparato la comunità all’accoglienza. Esistono ovunque gli esagitati e gli
xenofobi di professione, la Lega di Salvini ci sguazza. Lo sappiamo. La paura genera l'intolleranza e l'emotività si scatena.
Ma questa non è l’Italia,
non è neppure il Delta del Po.
Amoproust, 27 ottobre 2016
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