La paura e la vergogna
I
giornali locali sono strapieni di dichiarazioni di sindaci e di articoli
furenti che manifestano un semplice e acritico modo di pensare: no ai migranti nei nostri territori. Lo
vuole la popolazione, dicono.
Migranti
trattati verbalmente come pericolosi terroristi, potenziali omicidi, portatori
di malattie e di malcostume, insomma reietti pericolosi.
Non
è così e la gente lo sa: i migranti – soprattutto quelli con la pelle nera –
sono solo uomini e donne, moltissimi bambini soli, che hanno compiuto folli
viaggi della speranza per fuggire a guerra, malattie, persecuzione, fame e miseria. Hanno attraversato deserti e mare, hanno visto molti dei loro compagni
morire.
E’
agghiacciante e fonte di amarezza quel che sta succedendo nei nostri paesi e
contrade: paure irrazionali fomentate da razzisti mascherati da uomini per bene,
difensori della propria famiglia e del proprio territorio.
Le
quote di migranti (uno ogni mille abitanti) sono assolutamente esigue e
sopportabili. Significa che per un territorio come quello di Varallo Pombia si
tratterebbe di cinque persone. Se tutti
rifiutano, questa gente vivrà in ghetti, quelli sì potenziali focolai di
disordine.
Parlare
di problemi di ordine pubblico per una piccola quota di migranti è assolutamente
fuori luogo. Non ha alcuna ragion d’essere razionale.
In
questo territorio negli anni 50, dopo le alluvioni nel Polesine, sono affluiti
e stati accolti centinaia di famiglie di rifugiati, i migranti di allora. Lo
dicono molti cognomi del luogo, di origine veneta. E poi molti meridionali
venuti per trovare lavoro sono stati integrati nella comunità.
Ciò
che succede e sta avvenendo è un delitto contro l’umanità e una chiusura verso
il futuro che sarà indubbiamente multietnico e multiculturale, se non vogliamo che la nostra economia muoia del tutto.
In
questo desolato panorama di disumanità l’unico
faro sapiente e illuminato si chiama Papa Francesco. E’ paradossale che debba
dirlo un laico come me, è paradossale che persone che si dicono cristiane non
lo ascoltino.
Amoproust,
19 novembre 2016
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