lunedì 28 novembre 2016

Meglio, peggio… sacro

“Il meglio, l’ottimo è il nemico del bene”. Questo adagio popolare si applica molto bene ai sostenitori del no (a sinistra) al referendum del 4 dicembre. Volere una riforma perfetta, priva di ombre, è un obbiettivo formalmente ineccepibile, ma non è nelle umane cose. In nome dell’ideale si rifiuta una riforma che è frutto di compromesso come quasi sempre avviene in politica. Compromesso che non stravolge l’anima della Costituzione, ma fa un passo in avanti. Credo che persone come Sandra Bonsanti e movimenti come  “Giustizia e libertà” commettano questo errore. 

Non solo, ma affiora nei loro discorsi  una concezione “sacrale” “totemica” della Costituzione per cui non la si può toccare, pena la fine della democrazia.  Non è così. Le Costituzioni si riformano, si adeguano, almeno nelle parti diciamo “mobili” soggette ai cambiamenti sociali. Non per nulla i Padri Costituenti hanno previsto una procedura di riforme. E dopo sessant'anni un aggiustamento ci vuole, soprattutto per il  bicameralismo perfetto, inesistente in altri paesi.

Berlusconi, tornato velleitariamente in campo con le sue truppe disperse sembra Napoleone dopo l’isola d’Elba. Dopo l’isola d’Elba c’è solo Waterloo. Dice, promette: “vinca il no e poi sediamoci attorno a un tavolo per fare una vera riforma della Costituzione…” Quale? Il Presidenzialismo o che altro? Non possiamo fidarci, redivivo Silvio.


E’ morto Fidel. Gli esuli a Miami esultano come non si dovrebbe mai davanti alla morte. Esultano perché pensano di rientrare in patria e tornare in possesso dei loro beni.

I cubani, in gran parte, piangono. Per loro Fidel è stato un Padre, colui che li ha liberati da Batista e che ha introdotto scuole e sanità pubblica ineccepibili. Il ritorno alla normalità, magari quella statunitense è temuta. Il ricordo della Cuba poverissima con gli alberghi di lusso per i giocatori americani e le puttane e i poveri straccioni per le strade brucia ancora.

Fidel è stato anche un dittatore, ha negato libertà e diritti civili, ha privilegiato la propria famiglia, si è difeso dalla costante pressione e ingerenza americana, ha sofferto l’embargo.

Le due cose sono andate avanti insieme, per cui Fidel rimane una figura ambigua.

Ben ha detto Obama “il giudizio definitivo lo darà la storia”.

A me Castro e la sua morte mi ricordano Napoleone a Sant’Elena e l’ode “il 5 maggio” del Manzoni. Anche Napoleone fu un massacratore di uomini con le sue orrende campagne di guerra. Ma fu anche un modernizzatore dell’Europa retrograda delle monarche assolute, seminando ovunque i semi dell’Illuminismo e della Rivoluzione. “Fu vera gloria?... ai posteri l’ardua sentenza”.


Amoproust, 28 novembre 2016

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