Meglio,
peggio… sacro
“Il meglio, l’ottimo è il nemico
del bene”. Questo adagio popolare si applica molto bene ai sostenitori del no (a sinistra) al
referendum del 4 dicembre. Volere una riforma perfetta, priva di ombre, è un
obbiettivo formalmente ineccepibile, ma non è nelle umane cose. In nome dell’ideale
si rifiuta una riforma che è frutto di compromesso come quasi sempre avviene in
politica. Compromesso che non stravolge l’anima della Costituzione, ma fa un
passo in avanti. Credo che persone come Sandra Bonsanti e movimenti come “Giustizia e libertà”
commettano questo errore.
Non solo, ma affiora nei loro discorsi una concezione “sacrale” “totemica” della Costituzione per cui non la si può toccare, pena la fine della democrazia. Non è così. Le Costituzioni si riformano, si adeguano, almeno nelle parti diciamo “mobili” soggette ai cambiamenti sociali. Non per nulla i Padri Costituenti hanno previsto una procedura di riforme. E dopo sessant'anni un aggiustamento ci vuole, soprattutto per il bicameralismo perfetto, inesistente in altri paesi.
Berlusconi,
tornato velleitariamente in campo con le sue truppe disperse sembra Napoleone
dopo l’isola d’Elba. Dopo l’isola d’Elba c’è solo Waterloo. Dice, promette: “vinca
il no e poi sediamoci attorno a un tavolo per fare una vera riforma della Costituzione…”
Quale? Il Presidenzialismo o che altro? Non possiamo fidarci, redivivo Silvio.
E’ morto Fidel. Gli esuli a Miami
esultano come non si dovrebbe mai davanti alla morte. Esultano perché pensano
di rientrare in patria e tornare in possesso dei loro beni.
I cubani, in gran parte, piangono. Per
loro Fidel è stato un Padre, colui che li ha liberati da Batista e che ha
introdotto scuole e sanità pubblica ineccepibili. Il ritorno alla normalità,
magari quella statunitense è temuta. Il ricordo della Cuba poverissima con gli alberghi
di lusso per i giocatori americani e le puttane e i poveri straccioni per le strade
brucia ancora.
Fidel è stato anche un dittatore,
ha negato libertà e diritti civili, ha privilegiato la propria famiglia, si è
difeso dalla costante pressione e ingerenza americana, ha sofferto l’embargo.
Le due cose sono andate avanti insieme,
per cui Fidel rimane una figura ambigua.
Ben ha detto Obama “il giudizio
definitivo lo darà la storia”.
A me Castro e la sua morte mi
ricordano Napoleone a Sant’Elena e l’ode “il 5 maggio” del Manzoni. Anche Napoleone
fu un massacratore di uomini con le sue orrende campagne di guerra. Ma fu anche
un modernizzatore dell’Europa retrograda delle monarche assolute, seminando
ovunque i semi dell’Illuminismo e della
Rivoluzione. “Fu vera gloria?... ai posteri l’ardua sentenza”.
Amoproust, 28 novembre 2016
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